#3 latte e galassia

Il punto di partenza è questo: la leche.
Uno di questi giorni mi metto compilare un elenco di sostantivi in altre lingue che hanno generi diversi rispetto all’italiano. Il più sconvolgente, per me, è le printemps: praticamente la primavera francese è un uomo. Inconcepibile. E sto già cominciando con le digressioni.
Torniamo alla questione: nelle varie lingue romanze (o neolatine) le parole per dire “latte” si assomigliano tutte, e sono quasi sempre sostantivi maschili, ma in spagnolo la leche è femminile. Perché?
Perché il latino lāc-lactis è un sostantivo neutro. Il latino classico ha tre generi: maschile, femminile e neutro. Per quanto la questione sia controversa, semplificando credo di poter dire che le lingue romanze hanno due generi: maschile e femminile. In qualche secolo di evoluzione linguistica, il genere neutro si è perso, e tutti i sostantivi che ne facevano parte sono stati come riassegnati, confluendo nelle due classi del maschile e del femminile. Questa trasformazione ha lasciato alle volte una certa confusione: in italiano per esempio tutta la questione uovo-uova, braccio-braccia, dito-dita, cioè sostantivi maschili al singolare e femminili al plurale; insomma, un incubo per ogni studente di italiano. Anche la mano e il poeta sono esempi di generi problematici: ci si aspetta che i nomi maschili finiscano in -o e i femminili -a, e invece…

Il latte: in francese lait, in occitano lach, romeno lapte, portoghese leite, sardo late. Tutti sostantivi maschili, ma lo spagnolo leche e il catalano llet sono femminili. Alla fine, senza un motivo particolare: questi generi sono grammaticali, non semantici, cioè non si riferiscono a un’effettiva distinzione sessuale.

 

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L’altra cosa simpatica che ho scoperto è che il latino lāc-lactis e il greco gala-galactos derivano presumibilmente dall’antica radice glu, gla, gal, gar: onomatopea per il deglutire del neonato durante l’allattamento. E la parola galassia, come l’aggettivo galattico, derivano proprio dalla parola greca che significa latte. E uno si chiede: perché? La nostra galassia è la via Lattea: c’è tutto un mito greco per spiegare quell’area più chiara del cielo notturno, e sì, la storia ha a che fare con il latte.
Tutto questo, e io neanche lo bevo il latte.

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