#11 proteo

Proteo, nella mitologia greca, era un vecchio dio del mare che si occupava soprattutto di badare alle foche e altri animali marini di Poseidone. Aveva il dono della profezia e della metamorfosi, per cui era in grado di assumere l’aspetto di qualunque animale o cosa. Sfruttava questa sua capacità specialmente per tentare di sfuggire a tutti quelli che venivano a chiedergli profezie.
Proteo ha dato il nome a un sacco di cose. Da lui viene l’aggettivo proteiforme, che si riferisce appunto alla capacità di cambiare aspetto o forma.
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La sindrome di Proteo è una rarissima malattia congenita che provoca una crescita incontrollata di pelle, ossa e tessuti in alcune parti del corpo. Da quando è stata scoperta nel 1979 è stata diagnostica soltanto a circa duecento persone. Venne chiamata in riferimento al dio greco perché le sue manifestazioni erano sempre diverse nei vari pazienti. Si pensa che anche Joseph Merrick, the Elephant Man, fosse affetto dalla sindrome di Proteo.

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Proteo è anche un satellite di Nettuno, scoperto nel 1989. La sua formazione geologica più importante è un cratere chiamato Pharos, dall’isola di Faro, dove viveve il dio Proteo secondo la mitologia.
Proteus è il titolo di un film del 2003 del regista canadese John Greyson che racconta la storia vera di un amore tra un uomo bianco e uno di colore: omosessualità e coppie miste non erano ben visti nel Sudafrica del Settecento, così i due vennero processati e condannati a morte.

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Infine il Proteus anguinus (olm in inglese) è un anfibio troglobio, che cioè vive esclusivamente sotto terra o all’interno di grotte. Abita infatti nelle acque di falda e nelle grotte del Carso, tra il nord-est dell’Italia, Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina. Vivendo interamente sott’acqua e nell’oscurità, si è adattato a questo strano habitat: manca di pigmentazione della pelle, che è di un bel rosa, ed è quasi cieco ma i suoi altri sensi, soprattutto olfatto e udito, sono estremamente sviluppati. Si ipotizza addirittura che abbia la capacità di percepire il campo magnetico terrestre e usarlo per orientarsi. Un embrione di proteo si sviluppa in circa 140 giorni e raggiunge la maturità sessuale in 10-14 anni. Ma il proteo è un tipo paziente: siccome il suo habitat offre poche prede, è in grado di sopportare lunghi periodi senza cibo grazie al suo metabolismo molto lento. Sembra che possa stare a digiuno anche per 12 anni…

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