#27 alice in wonderland + the wizard of oz

Mi sono riguardata un classico: Matrix. Non lo vedevo da anni, e con la maturità e la vasta cultura che attualmente mi contraddistinguono (?) ho un paio di argute osservazioni da fare.

matrix 1

In Matrix i riferimenti ad Alice nel Paese delle Meraviglie sono molteplici. E macroscopici: a partire dalla scritta “segui il coniglio bianco”, il quale prontamente si manifesta sottoforma di tatuaggio sulla spalla di una ragazza.
Curiosità: la ragazza col tatuaggio si chiama Dujour. Du jour, in francese “del giorno”, si usa anche in inglese in riferimento al cibo nei ristoranti, e anche, per estensione, con il significato di “attuale” o “di moda”. Ma non è finita qui!! Il ragazzo di Dujour si chiama Choi: insieme, “choi [o meglio choix] du jour” significa “scelta del giorno”, in allusione alle tante decisioni importanti che Neo dovrà prendere.
Curiosità ulteriore: cercando su Google immagini “white rabbit tattoo” la quantità e varietà dei risultati è impressionante.

Le frasi di Morpheus:
“Immagino che in questo momento ti sentirai un po’ come Alice che ruzzola dentro la tana del Bianconiglio”
(“I imagine right now you’re feeling a bit like Alice, tumbling down the rabbit hole”)

“Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio.”
(“You take the blue pill, the story ends, you wake up in your bed and believe whatever you want to believe. You take the red pill, you stay in Wonderland, and I show you how deep the rabbit hole goes.”)

Dopo aver scelto la pillola rossa, Neo tocca uno specchio che si rivela fluido e appiccicoso, e che lo ricopre completamente. La scena rappresenta il distacco da Matrix e l’ingresso nel mondo reale. In Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò (Through the Looking-Glass, and What Alice Found There, il seguito di ‪Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie‬) Alice entra in un mondo alternativo attraverso uno specchio, come da titolo, giustamente.

matrix 2

Un altro riferimento si trova in una battuta di Cypher: “Allacciati la cintura, Alice, che da adesso di meraviglie ne vedrai un bel po’.” In realtà, la battuta originale era: “Buckle your seatbelt Dorothy, ‘cause Kansas is going bye-bye.” Il riferimento quindi non era ad Alice, ma al Mago di Oz.
Super spoiler sul Mago di Oz: alla fine Dorothy si sveglia, ed è stato tutto un sogno. O forse no.
Tutta la tematica sogno-realtà, e in particolare un’altra frase di Morpheus, potrebbero essere quindi ancora allusioni al Mago di Oz: “Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?”
(“Have you ever had a dream, Neo, that you were so sure was real? What if you were unable to wake from that dream? How would you know the difference between the dream world, and the real world?”)

Ora, Alice nel Paese delle Meraviglie e Il Mago di Oz hanno avuto un impatto culturale tale, specialmente in ambito anglosassone, per cui riferimenti e citazioni sono un po’ ovunque, ma a me è venuto in mente Lost.
Lost trabocca di riferimenti a qualunque cosa, e la caccia alla citazione è parte del divertimento, ma Alice e Oz hanno entrambi un ruolo importante.

Ricordo solo alcuni riferimenti. Alice:

In “White Rabbit” (“Il coniglio bianco”, stagione 1, episodio 5) Jack vede suo padre nella giungla, e ques’ultimo viene paragonato da John Locke al “Bianconiglio” che Jack sta inseguendo.

Il finale della terza stagione si intitola “Through the Looking Glass” (“Attraverso lo specchio”, s03 e22-23) e parte della storia si svolge nella stazione Dharma subacquea chiamata “the Looking Glass” (Lo Specchio). E il simbolo della stazione è un coniglio.

TheLookingGlass

I conigli bianchi ricorrono molto spesso in Lost. Benjamin Linus a volte ne ha uno nella borsa, ad esempio. In più, ho letto in giro che i vestiti della madre di Ben, nelle visioni di lui da bambino, ricordano quelli di Alice nella versione Disney. E poi Jack legge Alice nel Paese delle Meraviglie ad Aaron per farlo addormentare.

lost alice

Il Mago di Oz:
Henry Gale (in Lost, il tizio del Minnesota che precipita sull’isola in mongolfiera) è il nome dello zio di Dorothy Gale, e il Mago di Oz viaggia in mongolfiera. Trivia: la mongolfiera di Henry Gale è “Proudly Sponsored By” Mr. Cluck’s Chicken Shack (la catena di fast food in cui lavorava Hurley) e Nozz-a-La Cola (un finto marchio di bibite usato da Stephen King nella serie di romanzi La torre nera). Sulla mongolfiera appare anche il logo della Widmore Corporation, l’azienda di Charles Widmore che tra le altre cose produce i test di gravidanza usati da Sun, Kate e Rachel (la sorella di Juliet).

Desmond ed Eloise, in un “flashback”, assistono al crollo di un’impalcatura che travolge un tizio appena uscito dalla metropolitana e dalle macerie spuntano solo le scarpe rosse, come le scarpette rosse della malvagia Strega dell’Est, le cui gambe emergono da sotto alla casa di Dorothy (“Flashes Before Your Eyes”, s03e08).

red shoes red shoes 2

There’s No Place Like Home”, il titolo dell’episodio finale della quarta stagione, è la frase ripetuta da Dorothy nel finale del film.

Il titolo “The Man Behind the Curtain” (s03e20) si riferisce al Mago di Oz che si nasconde dietro una tenda, sulla quale proietta un’enorme ombra di se stesso. Nell’episodio, parlando con John Locke, Benjamin Linus sostiene che Jacob sia il vero leader degli Altri, incredibilmente potente e pericoloso. John non gli crede e insinua che Jacob sia solo un’invenzione di Ben per conservare il potere: “Penso che non ci sia alcun Jacob, e che i tuoi compagni siano degli idioti se credono che tu riceva ordini da qualcun’altro. Sei tu l’uomo dietro le quinte, il mago di Oz! E sei un bugiardo”.
La questione della leadership tra gli Altri presentava qualche dubbio anche in precedenza: per tutta la seconda stagione si poteva ipotizzare che il capo fosse Tom, quello con la barba finta.
Ecco un paio di curiosità su Tom: il suo cognome compare solo nella sesta stagione ed è Friendly. In precedenza “Mr. Friendly” era stato usato dagli autori come soprannome ironico. Azzeccato.
A un certo punto Tom dice a Kate che lei non è il suo “tipo”. Uno potrebbe ipotizzare che preferisca le bionde, invece gli piace proprio l’altro genere: lo scopriamo quando Michael, a New York, entra nella stanza d’albergo di Tom e lo sorprende in compagnia di un certo Arturo (qui un video che è una mezza parodia dell’incontro). Il nome del focoso amante italiano potrebbe essere un riferimento ad Arturo Brachetti, il trasformista, forse gay. Tom e Arturo sono gli unici personaggi gay in Lost, oltre, presumibilmente, a Lisa, la cognata di Hurley (viene detto che è scappata con una cameriera).

A proposito: Judy Garland, che ha interpretato Dorothy nel film del 1939, è un’icona gay. Wikipedia ha addirittura una voce su questo. I motivi sono tanti: Dorothy sa accettare chi è diverso, come ad esempio il leone (“I’m just a dandy lion”). Il padre di Judy Garland era gay, si diceva che suo marito Vincente Minnelli fosse bisessuale, e Judy frequentava parecchi amici apertamente gay.
È da qui che probabilmente deriva “friend of Dorothy” come eufemismo per gay, in uso ai tempi della seconda guerra mondiale quando i comportamenti omosessuali erano illegali negli Stati Uniti. Chiedere a qualcuno se era amico di Dorothy era un modo discreto per informarsi sul suo orientamento.
Un buffo fraintendimento: nei primi anni ’80 agenti del Naval Investigative Service indagando sull’omosessualità a Chicago scoprirono che spesso uomini gay si autodefinivano “amici di Dorothy”. Non conoscendo l’origine dell’espressione, diedero inizio a un’enorme quanto inutile caccia di questa Dorothy.

judy-garland1

Per ulteriori considerazioni molto stupide rimando al prossimo post.

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