#31 out out

Ho scoperto oggi l’espressione, o meglio la grafia, “out out”, largamente diffusa e attestata già negli anni Novanta.
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Aut è in latino la congiunzione disgiuntiva “o”, “oppure”, da cui deriva appunto l’equivalente italiano “o”. La -t finale di aut è caduta, mentre il dittongo AU ha subìto nel tempo un monottongamento, cioè si è ridotto alla sola vocale /ɔ/. Lo stesso è avvenuto per altri dittonghi del latino classico: AE e OE già in latino volgare sono diventati rispettivamente /ɛ/ ed /e/. Un esempio è il latino aurum che diventa in italiano oro.

Espressioni come aut Caesar aut nihil (“o Cesare o niente”, “o l’imperatore o niente”, anche nel senso di “o tutto o niente”), aut dedere aut punire‬ (“o estradare o punire”), aut vincere aut mori (“o vincere o morire”) si riferiscono a una scelta tra due sole alternative, in una situazione in cui un’opzione esclude necessariamente l’altra: “o questo o quello” (in inglese either/or). Ha un significato analogo la locuzione tertium non datur, cioè non esiste una terza soluzione, non ci sono altre possibilità oltre a queste due.

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Celebre anche la frase “Aut tace aut loquere meliora silentio” (“o taci, o di’ cose migliori del silenzio”) visibile come iscrizione nell’autoritratto di ‪Salvator Rosa‬, pittore e poeta seicentesco.
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La scarsa conoscenza del latino e la scarsa consapevolezza dell’origine dell’espressione aut aut, unite alla crescente anglicizzazione o americanizzazione della nostra lingua, hanno portato a questa buffa conseguenza: sempre più spesso può capitare di vedere scritto “out out” o addirittura “out-out”, anche sulla stampa nazionale. Qualche volta, si tratta di un gioco di parole voluto, persino simpatico: una specie di “fuori fuori!”.

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Per un parlante italiano aut e out sono perfetti omofoni. Volendo essere precisi, quella di out non è una “normale” [u] (‪vocale posteriore chiusa arrotondata‬) bensì una [ʊ] (v‪ocale quasi posteriore quasi chiusa arrotondata‬), la stessa di good [gʊd], book [bʊk], soul [soʊl]. È la differenza tra full [fʊl] e fool [ful]. A volte i quasi sono importanti.

Scartabellando i dizionari, pare che la locuzione aut aut sia sconosciuta agli anglofoni. Invece out out sembra essere un’espressione colloquiale per una serata fuori, mentre l’aggettivo out-and-out significa assoluto, completo, eclatante.
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“Out, Out—” è anche una poesia del poeta americano Robert Frost, pubblicata del 1916. Racconta la storia di un ragazzino morto di emorragia dopo essersi tagliato una mano con una sega circolare. Il titolo è un’allusione a Macbeth di Shakespeare, precisamente al soliloquio Tomorrow and tomorrow and tomorrow (“Out, out, brief candle!”) in cui Macbeth esprime sgomento e disperazione per la morte della moglie.
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Per concludere, “Aut aut” è anche un’opera del 1960 di Mario Schifano.

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