#34 may 1

Nell’episodio Beirut Is Back di Homeland (stagione 2, episodio 2) Nicholas Brody invia un sms con scritto “May 1”.
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A me sembrava una domanda: “may one…?”, ma non aveva molto senso. Scrivendo “may one” su Google, il completamento automatico suggerisce “May one be pardon’d and retain th’ offence?”. Che è un verso dell’Amleto di Shakespeare (pronunciata da Claudio, re di Danimarca e zio di Amleto).

Ma con May 1 o May Day si intende la giornata del primo maggio, e relativa festività. Il primo maggio, o in generale all’inizio di maggio, si festeggiava anticamente e si festeggia tuttora l’arrivo della primavera, come simbolo di rinascita, di ritorno alla vita. In Italia la tradizione è ancora diffusa in alcune regioni con il nome di Calendimaggio o cantar maggio, in riferimento ai canti popolari tipici della festa.
Come è noto, il primo maggio è anche la Festa dei lavoratori, celebrata in molti Paesi del mondo (International Workers’ Day).
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Ma Brody non parlava di lavoro né di primavera: nel messaggio ha usato “May 1” come sinonimo, più breve, di “May Day”, volendo intendere “mayday”. (Nel contesto, la scelta non è esattamente appropriata perché “mayday” significa “richiesta di aiuto, sono in pericolo”, non “stai attento, sei in pericolo”… Ma Brody aveva fretta…)

Mayday è un’espressione “utilizzata in radiofonia, da parte di un’imbarcazione o di un velivolo, per indicare un’immediata necessità di aiuto”. È un segnale internazionale che va ripetuto tre volte di seguito (“mayday mayday mayday”) per essere sicuri di essere compresi e di evitare fraintendimenti.
Tradotto parola per parola, suona piuttosto buffo: maggio giorno! maggio giorno! maggio giorno!
L’espressione in realtà ha poco a che fare con la giornata: deriva dalla grafia anglicizzata del francese “m’aider”, o “venez m’aider” (aiutatemi, venite ad aiutarmi). Venne proposta nel 1923 da Frederick Stanley Mockford. Si cercava una parola da usare come richiesta d’aiuto: doveva essere capìta facilmente in ogni situazione, nonostante l’audio disturbato ad esempio, e da chiunque, qualunque lingua parlasse.
Mayday si usa per le emergenze gravi, in cui ci sia una vita in pericolo. Per richieste di soccorso non urgente si usa invece pan-pan, dal francese “panne”. Ad esempio per un guasto meccanico o il carburante esaurito. Anche questo va convenzionalmente ripetuto tre volte: “pan-pan pan-pan pan-pan” (insomma, sei volte “pan”…).
L’espressione mayday è ufficialmente in uso dal 1927. Prima di allora di usava SOS. Anche SOS, in sé, non vuol dire molto. Non è un acronimo (tipo “save our ship”). L’espressione è nata nell’ambito delle trasmissioni in codice Morse e le tre lettere sono state scelte solo perché facili da memorizzare e trasmettere, difficili da fraintendere: tre punti, tre linee, tre punti.
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Siccome la storia finisce qui, ne approfitto per aggiungere una foto di Rupert Friend, sempre piacevole da guardare. Dall’episodio The Yoga Play (s03 e05), la risposta di Peter Quinn a Saul Berenson che, vestito per andare a caccia di anatre, aveva chiesto “come sto?”

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