#39 ruby sparks, pygmalion, plastic bertrand

Avendo di recente scoperto che il bellissimo video di Tonight, tonight degli Smashing Pumpkins è stato diretto dalla coppia di registi ‪Jonathan Dayton e Valerie Faris‬, mi sono ricordata quanto fosse carino il loro primo film, Little Miss Sunshine, del 2006, e mi sono affrettata a guardare il secondo, Ruby Sparks, del 2012.
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‪Jonathan Dayton e Valerie Faris‬ sono una coppia anche nella vita. Hanno diretto numerosi spot pubblicitari e soprattutto parecchi video musicali. Eccone alcuni:
Wolves Lower”, R.E.M. (1982) (Spoiler alert: Michael Stipe aveva ancora i capelli!)
Been Caught Stealing“, Jane’s Addiction (1990)
Outshined“, Soundgarden (1991)
Weight Of The World“, Ringo Starr (1992) (Mitico Ringo!)
Pets“, Porno for Pyros (1993)
Rocket“, The Smashing Pumpkins (1994)
I Don’t Want To Grow Up“, The Ramones (1995)
Tongue“, R.E.M. (1995)
The Good Life“, Weezer (1996)
1979“, The Smashing Pumpkins (1996) (Bellissimo!!)
Tonight, Tonight“, The Smashing Pumpkins (1996)
All Around The World“, Oasis (1997)
Perfect“, The Smashing Pumpkins (1998)
She’s Got Issues“, The Offspring (1999)
Freak on a Leash“, KoЯn (1999) (Quello con le cose che esplodono al rallentatore)
Road Trippin’“, Red Hot Chili Peppers (2000)
Californication“, Red Hot Chili Peppers (2000) (Quello come un videogame)
Otherside“, Red Hot Chili Peppers (2000) (Ispirato al cinema espressionista e ai disegni di Escher)
Sing“, Travis (2001) (Quello del pranzo in cui la gente comincia a tirarsi del cibo addosso)
Side“, Travis (2001)
The Zephyr Song“, Red Hot Chili Peppers (2002)
By the Way“, Red Hot Chili Peppers (2002)
Tell Me Baby“, Red Hot Chili Peppers (2006)
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Ruby Sparks è una commedia davvero carina, dolce e colorata. Antonio Banderas e Annette Bening hanno due piccoli ruoli. Paul Dano, già tra i protagonisti di Little Miss Sunshine, interpreta Calvin Weir-Fields, uno scrittore il cui romanzo d’esordio ha avuto un enorme successo. Ora Calvin vive solo con il suo cane Scotty, ha problemi a relazionarsi con le persone e non riesce più a scrivere. L’unico suo vero amico è il fratello, interpretato da Chris Messina, che ha fatto un sacco di film ma io lo ricordo con affetto per un ruolo in Six Feet Under (Ted, il ragazzo di Claire Fisher nell’ultima stagione, repubblicano ma simpatico…).
La protagonista eponima è Zoe Kazan, attrice trentenne, figlia degli sceneggiatori Nicholas Kazan e Robin Swicord, e nipote del regista Elia Kazan. Zoe Kazan ha recitato in piccoli ruoli in parecchi film, e tra l’altro ha interpretato Nina in alcuni episodi di Bored to Death (una serie che, tra parentesi, a me stava simpatica, ma è stata cancellata dopo la terza stagione).
Zoe Kazan è anche autrice della sceneggiatura di Ruby Spark, che ha scritto pensando proprio a se stessa e al suo fidanzato Paul Dano (una delle coppie più carine che io abbia mai visto). L’ideazione della storia è stata ispirata al mito greco di Pigmalione: Ruby è infatti il personaggio creato da Calvin, e di cui lui si innamora perdutamente.
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Secondo Ovidio, Pigmalione era un artista che finì per innamorarsi di una statua, scolpita da lui stesso, raffigurante la dea Afrodite (Afrodite è la dea dell’amore, della bellezza, della sessualità. Venere è il suo equivalente nella religione romana). Pigmalione pregò Afrodite di dare la vita alla statua amata, così la dea la trasformò in un essere umano, Galatea. Pigmalione e Galatea si sposarono ed ebbero un figlio, Pafo.
Pygmalion, ci tengo a dirlo, è anche un album degli Slowdive del 1995.
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Il mito ha ispirato da sempre dipinti, poesie, romanzi e racconti, opere teatrali e film. In particolare George Bernard Shaw ne scrisse una versione moderna nella commedia Pigmalione (Pygmalion) del 1913. È la storia di Henry Higgins, professore di fonetica, che si mette a insegnare il buon accento e le buone maniere alla fioraia Eliza Doolittle, nel tentativo di trasformare una popolana in donna raffinata. Questa è la commedia più famosa di Shaw, la quale ha avuto un grande impatto culturale (per citare solo un esempio: Pretty Woman), dovuto anche all’adatamento cinematografico My fair lady del 1964 con Audrey Hepburn.
Dalla commedia di Shaw deriva l’uso di pigmalione come sostantivo comune per indicare “chi assume il ruolo di maestro nei confronti di persona rozza e incolta, specialmente una donna, plasmandone la personalità, sviluppandone le doti naturali e affinandone i modi”.

L’effetto Pigmalione, o effetto Rosenthal, è in psicologia una teoria basata sull’idea della “profezia che si autorealizza” riguardo al rapporto tra insegnanti e alunni in ambito scolastico, ma anche in contesti lavorativi o familiari. In sintesi: “se gli insegnanti credono che un bambino sia meno dotato lo tratteranno, anche inconsciamente, in modo diverso dagli altri; il bambino interiorizzerà il giudizio e si comporterà di conseguenza; si instaura così un circolo vizioso per cui il bambino tenderà a divenire nel tempo proprio come l’insegnante lo aveva immaginato.” E viceversa. Insomma le aspettative, negative o positive, degli adulti condizionano il rendimento del bambino.

E Rosenthal, non a caso, è in Ruby Sparks il nome dello psicoterapeuta di Calvin.

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Ruby è cresciuta a Dayton, Ohio. Perché ‪Dayton‬? Immagino perché è il cognome del regista, ‪Jonathan Dayton‬. Potrebbe anche essere per l’Accordo di Dayton (General Framework Agreement for Peace) del 1995, che mise fine alla guerra civile jugoslava che durava dal 1991. O perché il Dayton Art Institute è tra i migliori musei d’arte degli Stati Uniti, e ha opere di Peter Paul Rubens, Edward Hopper, Edgar Degas, Claude Monet, Jean-Michel Basquiat, Roy Lichtenstein.
‪Dayton è anche la città di origine della catena di pizzerie ‬Cassano’s Pizza King, fondata nel 1953 da Vic Cassano e sua suocera Caroline “Mom” Donisi (italoamericani, direi).
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Infine, con questo film ho scoperto “Ça Plane Pour Moi“, una canzone del 1977 di Plastic Bertrand, musicista belga. “Ça plane pour moi” fu un grande successo internazionale: una canzone tra il punk e la new wave, con un testo che è una sorta di pastiche senza senso in francese con qualche parola inglese qua e là (“I am the king of the divan!”, “It’s not today que le ciel me tombera sur la tête!”). Ma soprattutto consiglio a tutti di guardare questo video di Plastic Bertrand ospite a “Domenica In” nel 1981 con un abbigliamento quantomeno coraggioso e un ballo irresistibile.
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