#58 violet sedan chair

Qualche giorno fa ho visto un impiegato delle poste UGUALE a J.J. Abrams: volevo lamentarmi per il finale di Lost ma anche abbracciarlo piangendo e ringraziarlo per tutte le ore della mia vita che mi ha rubato con le sue serie televisive.
C’è una cosa in particolare che mi fa impazzire delle sue storie: certi dettagli vengono curati davvero ossessivamente, mentre la trama generale spesso si perde per strada.

Tipo Fringe.

Nell’episodio Grey Matters (stagione 2, episodio 10, andato in onda per la prima volta nel dicembre 2009) Walter Bishop, lo scienziato pazzo, ha preso troppo Valium e chiede “Violet Sedan Chair”. La premurosa Astrid si preoccupa per la sua confusione mentale, ma invece i Violet Sedan Chair sono il gruppo preferito di Walter, perfetti per riprendersi da ogni “sbornia da Valium”. Il dialogo per me è molto buffo:

Walter: I took too much Valium. […]
Astrid: Maybe we should take you to a hospital, Walter.
Walter: I don’t want to go to a hospital. I need Violet Sedan Chair.
Astrid: Walter, you’re not making any sense.
Walter: No, dear. Violet Sedan Chair. It’s a band. Their debut album… it always helps me come down from a Valium high.

In Northwest Passage (stagione 2, episodio 21) Walter mette su il disco in questione: Seven Suns dei Violet Sedan Chair, e si sente la canzone “She’s Doing Fine“.
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Com’è che dei Violet Sedan Chair nessuno aveva mai sentito parlare?
Perché non esistono.

Erano stati nominati per la prima volta da J.J. Abrams in un’intervista su Wired, in cui diceva che il loro disco Seven Suns, del 1971, elenca sulla copertina 11 titoli ma l’ultima canzone manca, e che una loro canzone ascoltata su diversi giradischi contemporaneamente, si dice, provoca effetti allucinogeni.

Prima di mandare in onda The Firefly, episodio di Fringe in cui compare un componente del gruppo e la sua storia si lega alla trama della serie, un numero limitato (si dice 500 copie) di vinili di Seven Suns dei Violet Sedan Chair sono stati distribuiti ad alcuni negozi di dischi indipendenti sparsi per gli Stati Uniti (cioè veri dischi, in veri negozi, in questo universo).
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Quando si è saputa la notizia, la ricerca dei vinili è cominciata, e soprattutto la caccia all’indizio: pare che ci siano messaggi nascosti riguardanti la serie sulla copertina del disco e nei testi delle canzoni.
Sono state fatte infinite ipotesi, e in molti hanno tentato con gli anagrammi: “Violet Sedan Chair” è un anagramma per “Olive can read this”. Ma potrebbe anche essere “Olivia’s erect hand”, “Olive scathed Iran”, “Olivia chaste nerd” o “invade their coals”. Qualcuno propone di anagrammare nome del gruppo e titolo dell’album e suggerisce che “Violet Sedan Chair Seven Suns” potrebbe significare “One child can save universes” che avrebbe molto senso, peccato che usa delle lettere in più e ne lascia fuori altre. Un anagramma corretto, che io propongo, è “Child, save universes! A sonnet” (ma non ha molto senso).

I Violet Sedan Chair hanno anche una pagina Facebook, che piace a 92 persone (me compresa).
L’album si può acquistare su iTunes o su Amazon a 99 centesima la canzone, si può ascoltare anche su SoundCloud, Spotify, si trova su YouTube, ecc.
Sono dieci canzoni di folk psichedelico, paragonate a Pink Floyd e Byrds ma anche a Boards of Canada e allo shoegazing anni ’90, tipo i Ride. Infatti atmosfere anni ’60-’70 sono mescolate a cose più moderne. Secondo me è un bel disco, e le mie preferite sono “Seven Suns (Rising)” e “Last Man in Space”, oltre alla già citata “She’s Doing Fine“.

Non si sa chi, nella realtà, abbia effettivamente scritto e inciso le canzoni dell’album, ma lo stesso J.J. Abrams è anche un musicista.
Infatti la sezione “Career” della sua pagina su Wikipedia comincia così: “Abrams’ first job in the movie business started when he was 16 when he wrote the music for Don Dohler’s film Nightbeast.”
Don Dohler è un regista noto per i suoi film di fantascienza e horror a basso costo e Nightbeast, del 1982, parla di uno sceriffo che in una piccola città del Maryland lotta per fermare un alieno che uccide la gente.
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J.J. Abrams è accreditato come “theme music composer” per le sue serie Felicity, Alias, Lost, Fringe, Undercovers, Person of Interest, Alcatraz.

Sorprendentemente, “sedan” non significa “sedano”. E non si pronuncia sédan, come avrei detto io, bensì sidàn, e ha la stessa origine etimologica di “sedia”, “sedersi”, “sedentario”.
“Sedan chair” significa “lettiga”:
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Infine, in The Firefly (stagione 3, episodio 10, gennaio 2011) la Fringe Division indaga su Roscoe Joyce, un anziano che vive in una casa di riposo, che è stato visto parlare con suo figlio Bobby, morto 25 anni prima.
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Walter riconosce subito Roscoe Joyce: era il tastierista dei Violet Sedan Chair. È uno degli eroi di Walter, insieme ad Einstein e Tesla.
Nello stesso episodio Walter indossa una maglietta del gruppo.
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Non è l’unico: in Fracture (stagione 2, episodio 3), ben prima che i Violet Sedan Chair venissero nominati esplicitamente, Sam Weiss indossa una maglietta con il logo del gruppo.
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Roscoe Joyce è interpretato da Christopher Lloyd, attore statunitense nato nel 1938. Ha una filmografia lunghissima, è famoso in particolare per alcuni ruoli (che a me se non mi dicevano che era lo stesso attore non lo avrei mai riconosciuto).
Il suo primo ruolo importante è stato in Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo’s Nest) di Miloš Forman, del 1975, in cui interpretava un paziente dell’istituto psichiatrico.
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È stato anche il comandante Klingon Kruge in Star Trek III: Alla ricerca di Spock, del 1984, il terzo film derivato dalla serie televisiva di Star Trek e il primo diretto dall’attore Leonard Nimoy, che accettò di riprendere il suo ruolo di Spock solo a patto di fare il regista.
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Christopher Lloyd è soprattutto famoso per il ruolo dell’inventore Emmett “Doc” Brown nella trilogia di Ritorno al futuro (Back to the Future) di Robert Zemeckis (1985, 1989, 1990).
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In Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit?), sempre di Robert Zemeckis, del 1988, Christopher Lloyd ha interpretato il giudice Morton (Judge Doom), che viene descritto da Wikipedia “spietato” e a capo di una “banda di faine animate”. Sembra inoltre che in una delle prime versioni della sceneggiatura, lo spietato giudice avesse ucciso la mamma di Bambi (cioè quest’uomo è la cattiveria in persona) ma la Disney chiese di rimuovere questo dettaglio.
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Christopher Lloyd ha fatto anche lo zio Fester nei primi due film della Famiglia Addams, diretti da Barry Sonnenfeld (1991 e 1993).
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Christopher Lloyd ha lavorato moltissimo anche in teatro e per la televisione. È apparso anche in un episodio di Law & Order (avete notato che Law & Order è nella filmografia di CHIUNQUE?).

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9 pensieri su “#58 violet sedan chair

  1. Walter Bishop è uno dei miei personaggi preferiti di tutti i tempi. Proporrei dunque di lasciare tutto e imbarcarci per l’America, alla ricerca di un vinile dei Violet Sedan Chair.

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