#72 brobdingnagian

Nel 1726 Jonathan Swift pubblica, sotto pseudonimo, il romanzo Travels into Several Remote Nations of the World, in Four Parts. By Lemuel Gulliver, First a Surgeon, and then a Captain of Several Ships, meglio noto come Gulliver’s Travels: I viaggi di Gulliver.

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Il protagonista è Lemuel Gulliver, che narra dei suoi viaggi in quattro luoghi molto particolari (il racconto è fortemente allegorico e satirico, ma non è di questo che mi occupo qui).
La prima tappa è Lilliput, isola abitata da uomini alti 6 pollici (15 cm, circa un dodicesimo di una persona normale). Da qui, il termine “lillipuziano” (aggettivo o sostantivo, Lilliputian in inglese) è entrato nel linguaggio comune con il significato di estremamente piccolo, minuscolo, di bassissima statura.

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Il secondo viaggio porta Gulliver a Brobdingnag, terra immaginaria situata all’incirca in Alaska. Qui gli abitanti sono dei giganti, alti dodici volte Gulliver, cioè circa 22 metri.
Dal nome di questa terra è nato l’aggettivo “brobdingnagiano”, che significa enorme, gigantesco, di dimensioni esagerate.

Come ci ricorda Wikipedia, questo raro aggettivo viene usato da Sheldon Cooper in Big Bang Theory (stagione 4, episodio 4, “The Hot Troll Deviation”) parlando della nuova scrivania di Raj Koothrappali. (Qui la scena in originale, e qui in italiano).

Brobdingnagian monstrosity

Raj: You said I could buy a desk.
Sheldon: This isn’t a desk, this is a Brobdingnagian monstrosity!
Raj: Is that the American idiom for “giant big-ass desk”?
Sheldon: It’s actually British.
Raj: Can you say it again for me?
Sheldon: Brobdingnagian.
Raj: One more time?
Sheldon: Brobdingnagian.
Raj: Now three times fast?
Sheldon: Brobdingnagian, Brobdingna…

one more time Brobdingnagian

Il termine “brobdingnagiano” si trova per ben tre volte anche in La strada per Los Angeles (The Road to Los Angeles), “il primo romanzo di John Fante, nonché il primo capitolo della saga autobiografica dell’aspirante scrittore Arturo Bandini, completata da Aspetta primavera, Bandini (1937), Chiedi alla polvere (1939) e Sogni di Bunker Hill (1982).
L’aggettivo in questione viene usato esclusivamente in frasi pronunciate dallo stesso Arturo Bandini, che parla e scrive con un linguaggio ostentatamente sofisticato, e predilige tutte quelle parole altisonanti che risultano incomprensibili ai suoi interlocutori. Wannabe scrittore di successo, arrogante e insieme profondamente insicuro, ridicolo, Arturo Bandini “esorcizza la sua inadeguatezza attraverso la megalomania e il delirio d’onnipotenza” (fonte).
È un libro breve, bellissimo, anche molto divertente.
Le citazioni (edizione Marcos y Marcos, 1999):

«Scemenze! Bifolco brobdingnagiano!»
(pag. 101)

«Come mi sono fatto male? Te lo dico io come mi sono fatto male! […] Mi sono fatto male perché il destino escludeva per me qualsiasi dogmatismo! Mi sono fatto male perché il metabolismo della mia esistenza escludeva per me qualsiasi inasprimento! Mi sono fatto male perché ho una brobdingnagiana nobiltà d’intenti!»
(pag.  116)

[…] verso una decisione brobdingnagiana e gargantuesca.
(pag. 166)

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In quest’ultima frase (“brobdingnagian and gargantuan decision”) troviamo un altro aggettivo letterario: gargantuesco, derivato dal gigante Gargantua, personaggio del romanzo Gargantua et Pantagruel di François Rabelais (1494-1553).

Gargantuesco, usato specialmente in espressioni come “un appetito gargantuesco”, ha un significato simile a brobdingnagiano, ovvero gigantesco, smisurato, o insaziabile.

Da Pantagruel, l’altro protagonista dei romanzi di Rabelais, deriva analogamente l’aggettivo pantagruelico, riferito soprattutto al cibo, con il significato di abbondante, eccessivo, smodato (“un pranzo pantagruelico”, “abbuffarsi pantagruelicamente”).

elle driver

L’aggettivo gargantuesco ha vissuto un momento di grande popolarità grazie a Elle Driver (interpretata da Daryl Hannah) in Kill Bill vol. 2, nella scena del black mamba (il video in originale, e in italiano).

Elle Driver: Hmm, I’m sorry, Budd. That was rude of me, wasn’t it? Budd, I’d like to introduce my friend, the black mamba. Black mamba, this is Budd. […]
Listen to this […] The venom of a black mamba can kill a human being in four hours, if, say, bitten on the ankle or the thumb. However, a bite to the face or torso can bring death from paralysis within 20 minutes. Now, you should listen to this, ‘cause this concerns you. The amount of venom that can be delivered from a single bite can be gargantuan. You know, I’ve always liked that word… “gargantuan”… so rarely have an opportunity to use it in a sentence.

Il Black Mamba (Dendroaspis polylepis)
Il Black Mamba (Dendroaspis polylepis)
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8 pensieri su “#72 brobdingnagian

      1. Mi accontenterò di usarla almeno una volta nella mia brobdingnagiana vita. Ecco, ne ho approfittato adesso e anche perché probabilmente già da domani non mi ricorderò più l’ordine delle enne e delle g.

        Ma che dico domani, me ne sono già scordato.

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    1. Io ogni tanto mi riguardo il video nel tentativo di memorizzare questa parola assurda 😉
      Sono reduce da una giornata di ordine e decluttering, che guarda, saresti orgogliosa di me a vedere tutte le cianfrusaglie che ho buttato 😀 Buon weekend anche a te :*

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