il film della domenica: #4 the thirteenth floor

E adesso fantascienza!
Il tredicesimo piano (The Thirteenth Floor) è un film del 1999 diretto da Josef Rusnak, con Craig Bierko, Armin Mueller-Stahl, Gretchen Mol, Vincent D’Onofrio, Dennis Haysbert. È tratto dal romanzo Simulacron 3 di Daniel F. Galouye, scritto nel 1964 e già portato sullo schermo nel 1973 da Rainer Werner Fassbinder in Il mondo sul filo.
110707thirteenfloor2
Il tema centrale è la realtà simulata, e l’impossibilità di distinguere con certezza cosa è reale e cosa è virtuale. Questo dovrebbe subito far tornare in mente celebri frasi di Morpheus, tipo:

What is real? How do you define real? If you’re talking about what you can feel, what you can smell, what you can taste and see, then real is simply electrical signals interpreted by your brain.

L’argomento, quindi, e anche l’anno di uscita sono gli stessi di Matrix dei Wachowski: quest’ultimo è complessivamente molto più figo, è stato prodotto con un budget ben maggiore e ha avuto infinitamente più successo del povero Tredicesimo piano, che ha ricevuto soprattutto recensioni negative. Ma anche Il tredicesimo piano non è male, e qualcuno scrive addirittura che è meglio di Matrix.

Il meme Morpheus Cat, anche se in realtà Morpheus non ha mai detto esattamente “What if I told you…” in nessuno dei film di Matrix. Non c'entra, ma è divertente.
Il meme Morpheus Cat, anche se in realtà Morpheus non ha mai detto esattamente “What if I told you…” in nessuno dei film di Matrix. Non c’entra, ma è divertente.

L’idea di base è più o meno quella del “brain in a vat” o “brain in a jar”: un cervello, rimosso dal cranio e in qualche modo tenuto in vita all’interno di un contenitore, potrebbe venire collegato a un supercomputer capace di trasmettergli impulsi elettrici identici a quelli normalmente ricevuti da un normale cervello all’interno di un normale cranio umano. Il computer potrebbe simulare una realtà, includendo risposte appropriate agli output del cervello. Il cervello continuerebbe così ad avere una normale percezione del mondo esterno e di se stesso come persona, continuerebbe ad avere normali interazioni con l’ambiente che lo circonda, convinto che la sua realtà sia la vera realtà, del tutto inconsapevole di essere un cervello in un barattolo che ha a che fare con una realtà simulata. Anzi, il cervello non avrebbe alcuna possibilità di scoprire di essere un cervello in un barattolo. Quindi, teoricamente, ognuno di noi potrebbe essere un cervello in un barattolo, e non abbiamo alcuna prova per dimostrare il contrario.
Si tratta di un tema ricorrente nei racconti di fantascienza, ma a parte le tecnologie avanzate e i supercomputer, è una questione di cui si parla fin dall’antichità: come possiamo essere sicuri che ciò che percepiamo come reale sia davvero reale? Come facciamo a distinguere ciò che sappiamo da ciò che crediamo?
brain in a vat
Nel film, alcuni personaggi si accorgono di trovarsi all’interno di una realtà simulata perché arrivano al limite, dove la simulazione finisce, e si trovano davanti un wire frame model, letteralmente un modello in fil di ferro, cioè quella rappresentazione grafica di oggetti tridimensionali in cui sono disegnati soltanto i bordi degli oggetti.
wireframe
Wikipedia ha una lunga lista di “Simulated reality in fiction”. Tra i film citati ci sono Nirvana, di Gabriele Salvatores (1997), Abre los Ojos, di Alejandro Amenábar (1997) e il suo remake americano Vanilla Sky, di Cameron Crowe (2001), Synecdoche, New York, di Charlie Kaufman (2008), Source Code, di Duncan Jones (2011) che è piuttosto bello (Duncan Jones è il figlio di David Bowie. Secondo me era particolarmente bello il suo primo film, Moon, del 2009, con Sam Rockwell). La lista include anche The Truman Show (1998) e persino Good Bye Lenin! (2003), dove in effetti c’è una realtà simulata, anche se ha ben poco di super tecnologico e computeristico.

Il tredicesimo piano è il film più famoso del regista tagiko Josef Rusnak. Tagiko cioè della Repubblica del Tagikistan, o Tagichistan, uno stato dell’Asia centrale confinante con Afghanistan, Cina, Kirghizistan e Uzbekistan (non ha uno sbocco al mare).
The Caucasus and Central Asia Political Map 2000
Tutti gli attori principali de Il tredicesimo piano sono relativamente famosi e hanno fatto decine di film, ma in particolare mi vorrei soffermare su Craig Bierko, che interpreta il protagonista. Attore statunitense, nato nel 1964, ha recitato anche in un paio di episodi nella quarta stagione di Sex and the City, in cui faceva Ray King, proprietario di un locale e ossessionato dal jazz, con cui Carrie è uscita un po’, ma poi mi sa che si è rimessa con Mr. Big, come al solito.
craig bierko sex city
Il finale del film è ambientato nel futuro, nel 2024: così ho scoperto che Wikipedia ha una pagina per ogni anno, e non solo degli anni passati, ma anche di quelli futuri. Ovviamente non c’è molto da dire, sul 2024, a parte che sarà il MMXXIV in numeri romani, sarà un anno bisestile, la Pasqua cattolica cadrà il 31 marzo, è prevista un’eclissi solare totale per l’8 aprile, ci saranno i Giochi olimpici estivi e gli Europei di calcio.
2024

Annunci

5 pensieri su “il film della domenica: #4 the thirteenth floor

    1. Fa un po’ strano guardare un film fantascientifico (ambientato nel futuro) in videocassetta (uno strumento del passato), è un po’ come quando ascolto musica tipo anni venti sullo smartphone, ma al contrario, che ancora più strano, cioè a te non sembra strano?
      Comunque se vuoi ti racconto come finisce! Tu in cambio, se l’hai visto, potresti raccontarmi come finisce Taxi Driver che avevo appunto la videocassetta danneggiata e non ho mai potuto vedere il secondo tempo! 🙂

      Mi piace

  1. Carissima,
    Questo tuo post cade a fagiolo dopo i miei recenti studi di filosofia della scienza riguardanti appunto che cos’è la realtà, lo studio degli stati di coscienza e altre velleità di questo genere. Se non lavorassi ininterrottamente fino a natale ti direi che lo guarderei prestissimo, ma comunque lo metto in lista, come ho già fatto con qualche altro film che hai citato in precedenti post. Complimenti per l’originalità. Saluti da Padova

    Mi piace

    1. In effetti, Laura, in un commento avevi accennato all’allegoria della caverna, un riferimento che ho ritrovato, insieme ad altri, a proposito del “brain in a vat”, e mi ha fatto pensare a te! 🙂 Di queste cose ho solo un’infarinatura molto generale, più fantascientifica che filosofica… (Se per caso un giorno ti venisse voglia di scrivere qualcosa su questi argomenti (o anche altri argomenti) sarei felicissima di ospitare qualche tuo articolo su questo blog) 🙂

      Mi piace

commenta!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...