#78 feminist ryan gosling, dog ear, erica baum

Un’esplosione di incoerenza per concludere in bellezza il 2014. E con questo auguro un meraviglioso anno nuovo a tutti.

Ryan Gosling difende l’ortografia con la violenza, se necessario.
Ryan Gosling difende l’ortografia con la violenza, se necessario.

A me i meme su Ryan Gosling mi fanno sempre ridere, in particolare questo Feminist Ryan Gosling.

Ryan Gosling derrida Ryan Gosling Spivak and Buffy 127469594MT038_The_Ides_Of_

E poi, uno dei miei preferiti:
Ryan Gosling dog ear

La Wikipedia inglese ha una voce apposita sulle “dog ears”, in cui spiega dettagliatamente di cosa si tratta. Vengono chiamate “orecchie di cane” perché, mentre le orecchie dei lupi stanno dritte verso l’alto, le orecchie della maggior parte dei cani sono piegate verso il basso. Tra le altre cose, Wikipedia, saggiamente, sconsiglia di rimuovere le orecchie alle pagine di vecchi libri ingialliti, perché la carta diventa fragile con il tempo e può rompersi lungo la linea della piega, causando il distacco dell’angolo piegato.

Dog-ear” è un verbo transitivo: dog-earing a page, dog-earing a book, a dog-eared book. Lo tradurrei con “cane-orecchiare un libro”, ma non suona benissimo.
ER_dictionary dog ear
E poi ho trovato “dog ear” anche nell’Epic Reads Glossary, insieme ad altre espressioni utilissime per tutti i malati di libri.
ER_dictionary book hangover ER_dictionary tbr
#NeverEndingTBR è anche un hashtag parecchio popolare su Twitter.

Che l’orecchia alla pagina sia generalmente considerata un’azione sacrilega e deprecabile dalla comunità dei lettori, è testimoniato dalle vignette in proposito che si possono trovare in giro.

DogEarPages DogEarPage

E poi Dog Ear, ho scoperto, è una serie di fotografie del 2010 di Erica Baum, artista newyorkese.

Erica Baum, Dog Ear (2010)
Erica Baum, Dog Ear (2010)

Si tratta di immagini quadrate di orecchie alle pagine, fotografate a distanza ravvicinata, di libri non identificati. La piega divide la foto lungo la diagonale, e frammenti di testo, appartenenti a due pagine diverse, appaiono accostati: sono parole strappate al proprio contesto originale, e assemblate in uno nuovo, quasi a formare strane poesie.

Erica Baum, Dog Ear (2010)
Erica Baum, Dog Ear (2010)

Ogni foto ritrae un libro diverso, ciascuno con una diversa sfumatura di colore (dai bianchi freddi ai gialli più o meno intensi e scuriti dal tempo), ciascuno con caratteri leggermente diversi (i margini delle lettere più o meno netti, le imperfezioni tipografiche). Si vede la superficie, la grana della carta, sembra di poterla toccare.

Erica Baum, Dog Ear (2010)
Erica Baum, Dog Ear (2010)

In più, quella piega dev’essere stata fatta da qualcuno: un lettore anonimo, rimasto fuori dall’inquadratura, che ha usato quell’orecchia come segnalibro o per ricordare un passaggio particolarmente significativo. In questo senso, i libri che possiamo immaginare di fronte all’obiettivo di Erica Baum sono libri concreti, vissuti, amati da qualcuno.

Erica Baum, Dog Ear (2010)
Erica Baum, Dog Ear (2010)
Erica Baum, Dog Ear (2010)
Erica Baum, Dog Ear (2010)
Erica Baum, Dog Ear (2010)
Erica Baum, Dog Ear (2010)

Diverse opere di Erica Baum si possono scaricare in pdf da UbuWeb. Aveva già fatto progetti analoghi a questo Dog Ear, come Card Catalogues, del 1997, una serie di fotografie in bianco e nero di vecchi cataloghi cartacei, a schede, delle biblioteche, o Index, del 2000, immagini prese da indici analitici di libri. Anche in questi casi, brevi porzioni di testo vengono isolate e giustapposte, a formare un nuovo e diverso testo rispetto all’originale.

Erica Baum, Card Catalogues (1997)
Erica Baum, Card Catalogues (1997)
Erica Baum, Card Catalogues (1997)
Erica Baum, Card Catalogues (1997)
Erica Baum, Card Catalogues (1997)
Erica Baum, Card Catalogues (1997)
Erica Baum, Card Catalogues (1997)
Erica Baum, Card Catalogues (1997)
Erica Baum, Index (2000)
Erica Baum, Index (2000)

Mi sembrano belli anche Play, del 2003, fotografie che ritraggono cartoncini da cui sono già state staccate “paperdoll figures”, bamboline di carta, di cui rimangono le sagome vuote, e Directions, dello stesso anno, che raccoglie pagine di sceneggiature teatrali da cui è stato cancellato tutto il testo tranne quelle istruzioni che descrivono le scene ma che non vengono pronunciate dagli attori.

Erica Baum, Play (2003)
Erica Baum, Play (2003)
Erica Baum, Directions (2003)
Erica Baum, Directions (2003)
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14 pensieri su “#78 feminist ryan gosling, dog ear, erica baum

  1. Io sono sia un amante patologico dei libri che un cultore delle orecchie alla pagina in caso di necessità, che sono pratiche e fanno il libro vissuto e “tuo”. Ora so di essere un reietto nella comunità del lettori, comincerò l’anno nuovo con questa gravosa ma necessaria presa di coscienza U.U

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    1. Ti capisco, anch’io vivo questo profondo e insolubile conflitto tra la venerazione dell’oggetto libro, da trattare con la massima cura, e l’amore per i libri vissuti. Soprattutto ho l’ossessione per le sottolineature degli altri. Se trovo un libro usato sottolineato a pennarello, poi, non so resistere. È una questione su cui riflettere: lo metto tra i buoni proposito per quest’anno 🙂
      A proposito, auguri!

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  2. Questo (http://it.wikipedia.org/wiki/Lars_e_una_ragazza_tutta_sua) è un film con Ryan Gosling carino e che ti consiglio di vedere una delle tue domeniche. Nel film lui è tutto paciocco e non ha niente del maschio dai muscoli guizzanti (descrizione soft porno alla Harmony) di Drive – il che non ho ancora deciso se è un bene o un male. Ma i meme su di lui sono irresistibili anche per me 🙂
    Le foto di Erica Baum… wow. Grazie di avermela fatta scoprire!

    Liked by 1 persona

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