il film della domenica: #6 the grand budapest hotel

Il film di domenica scorsa è stato The Grand Budapest Hotel, del 2014 scritto, diretto e co-prodotto da Wes Anderson.
grand budapest hotel

È ispirato alle opere di Stefan Zweig, in particolare a 24 ore nella vita di una donna (Vierundzwanzig Stunden aus dem Leben einer Frau, 1927), L’impazienza del cuore (Ungeduld des Herzens, 1939, tradotto in italiano anche con il titolo Felicità proibita) e l’autobiografia Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo (Die Welt von Gestern. Erinnerungen eines Europäers, composta tra 1939 e 1941 e pubblicata postuma).
Wikipedia scrive che Stefan Zweig “è stato uno degli scrittori più famosi al mondo”, ma io non lo conoscevo.

zweig

Nel 1933 le opere di Zweig furono bruciate dai nazisti, e proprio l’avvento del nazismo indusse Zweig a lasciare l’Austria (annessa al Terzo Reich nel 1938), trasferendosi prima a Londra, poi a New York e infine a Petrópolis in Brasile, dove si suicidò insieme alla seconda moglie Lotte Altmann il 23 febbraio 1942, con un’overdose da barbiturici.

Il Grand Hotel del titolo si trova nella Repubblica di Żubrówka, un immaginario Stato dell’Europa centro-orientale (che prende il nome da un tipo di vodka).
Parte del film si svolge a Łódź, una delle più grandi città polacche.

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La pronuncia inglese di Łódź può oscillare tra [luːdʒ] o [lɒdz], ma quella polacca è [wuʨ].
La lettera Ó in polacco si legge [u], mentre la lettera Ź si legge [ʑ], che è la fricativa alveolopalatale sonora. Non esiste in italiano, e neanche in inglese, ma è simile alla fricativa postalveolare sonora [ʒ] presente in inglese (come vision, pleasure, Asia), in francese (jour, gens) e anche in parole di origine straniera usate in italiano (garage, gigolo).
La Ł o ł (chiamata barra obliqua, L with stroke in inglese) nell’alfabeto polacco si legge [w], cioè è l’approssimante labiovelare sonora, cioè la semivocale che esiste anche nella lingua italiana nei dittonghi che iniziano con la lettera u (ad esempio questo o nuovo).
Quindi, ad esempio, Wojtyła non si legge “voitila” ma “voitiua”, cioè [vɔjˈtɨwa] nell’alfabeto fonetico internazionale.

Tilda Swinton
Nel film, Madame D., interpretata da una quasi irriconoscibile Tilda Swinton, lascia a Monsieur Gustave (Ralph Fiennes) un quadro: Ragazzo con mela di Johannes Van Hoytl il Giovane, descritto come un capolavoro rinascimentale dal valore inestimabile.

Ragazzo con mela

Johannes Van Hoytl il Giovane è un pittore immaginario, ma allude a Hans Holbein il Giovane (Hans Holbein the Younger).

Due opere di Hans Holbein il Giovane: Ritratto di Enrico VIII e Ritratto del mercante Georg Gisze.
Due opere di Hans Holbein il Giovane: Ritratto di Enrico VIII e Ritratto del mercante Georg Gisze.

Il quadro che appare nel film è in realtà stato dipinto un paio di anni fa dal pittore inglese Michael Taylor. L’opera gli è stata commissionata da Wes Anderson appositamente per il film. Ed Munro è il ragazzo scelto come modello per il ritratto.
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Poi, nel film, Monsieur Gustave e il giovane Zero Moustafa staccano Ragazzo con mela dalla parete e lo sostituiscono con un dipinto osceno che ricorda moltissimo lo stile di Egon Schiele: in realtà si tratta di un’illustrazione di Rich Pellegrino, commissionata da Wes Anderson.
tipo schiele

Due vere opere di Egon Schiele
Due vere opere di Egon Schiele

Come tanti film di Wes Anderson, The Grand Budapest Hotel ha un cast pazzesco: Ralph Fiennes, Tilda Swinton, Jude Law, Jason Schwartzman, Edward Norton, Adrien Brody, Bill Murray, Harvey Keitel, Willem Dafoe, Owen Wilson, Tom Wilkinson, Jeff Goldblum, Mathieu Amalric, eccetera. Ognuno di loro ha alle spalle una filmografia infinita. Persino Saoirse Ronan (Agatha), che è ben più giovane di me, ha già fatto un casino di film (ad esempio è stata la protagonista di Amabili restiThe Lovely Bones).

agatha

E poi c’è F. Murray Abraham, che fa Zero Moustafa da adulto, che io conoscevo solo per Dar Adal in Homeland, ma è un attore parecchio famoso.

Dar Adal in Homeland
Dar Adal in Homeland

 

Jason Schwartzman
Jason Schwartzman

Due parole su Jason Schwartzman.
Jason Francesco Schwartzman è un attore statunitense nato nel 1980, figlio dell’attrice Talia Shire e del produttore Jack Schwartzman, nipote del regista Francis Ford Coppola, cugino di Nicolas Cage e Sofia Coppola.
Talia Shire è conosciuta soprattutto per Connie Corleone nei film de Il padrino e Adriana in Rocky. Il suo vero cognome è Coppola, ma è nota con il nome del primo marito, il compositore David Shire. Talia è sorella del regista Francis Ford Coppola, e zia di Nicolas Cage e di Sofia Coppola. Infatti Sofia Coppola è figlia di Francis Ford Coppola, mentre Nicolas Cage (il cui vero nome è Nicolas Kim Coppola) è figlio di August, fratello di Talia e Francis Ford. (Su Wikipedia c’è un pratico albero genealogico).

Jason Schwartzman, tra le altre cose, è stato il protagonista di Bored to Death (serie tv del 2009-2011), ha recitato in Guida galattica per autostoppisti (The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 2005), Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006), e in diversi film di Wes Anderson: Rushmore (1998), Il treno per il Darjeeling (The Darjeeling Limited, 2007), Moonrise Kingdom (2012) e Hotel Chevalier, un cortometraggio del 2007.

hotel chevalier

I protagonisti di Hotel Chevalier sono due amanti, interpretati da Jason Schwartzman e Natalie Portman, che si incontrano in un albergo parigino. Dura solo 13 minuti ma ha una pagina Wikipedia ben più lunga rispetto a moltissimi film. Forse perché contiene una scena di nudo di Natalie Portman.

Wes Anderson
Wes Anderson

Lo stile di Wes Anderson è talmente particolare che se ad esempio cercate su YouTube “as if directed by Wes Anderson” trovate una gran quantità di parodie e imitazioni (tipo Men In Black III, Star Wars: The Force Awakens, Twilight,…).
C’è persino un porno in stile Wes Anderson.
C’è una pagina Tumblr dedicata ai colori del film di Wes Anderson.
C’è una canzone de I Cani che si intitola Wes Anderson, tratta da Il sorprendente album d’esordio de I Cani, il cui videoclip parla della “malattia nota come Disturbo di Wes Anderson o Sindrome WA, patologia che colpisce alcuni individui che dopo la visione dei lungometraggi del regista credono di essere personaggi dei suoi film.”

Vorrei vivere in un film di Wes Anderson
Vederti in rallenty, quando scendi dal treno. […]
E i cattivi non sono cattivi davvero. […]
Inquadrature simmetriche, e poi partono i Kinks.

Si trovano abbondanti canzoni dei Kinks nei film Rushmore (1999) e Il treno per il Darjeeling (The Darjeeling Limited, 2007, molto bello, con Owen Wilson, Adrien Brody e Jason Schwartzman). Ma in generale, tutte le colonne sonore dei film di Wes Anderson sono molto belle. Per esempio, io ho proprio scoperto Wes Anderson cercando su YouTube una delle mie canzoni preferite in assoluto, These Days di Nico, che accompagna una  bellissima scena ne I Tenenbaum (The Royal Tenenbaums, 2001). Nello stesso film c’è un’altra delle mie canzoni preferite in assoluto: Needle in the Hay di Elliott Smith, in una scena molto toccante che però se non avete visto il film è un po’ uno spoiler, non che la trama sia la cosa principale dei film di Wes Anderson, forse, ma insomma.

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11 pensieri su “il film della domenica: #6 the grand budapest hotel

  1. È bello trovare nei tuoi post (per una volta) qualcosa di cui non sono completamente all’oscuro! Ovvero:
    – ho visto il film (niente di sorprendente, ha avuto un successo enorme);
    – conosco la pronuncia polacca di Lodz (perchè conosco una polacca di Łodz – il che è un fatto estraneo al post, ma che fa sempre bella figura in un curriculum).
    Fine 😀

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    1. Mi fa piacere! 🙂 Per me la storia della Ł è stata sconvolgente, quasi come quando ho scoperto che “flour” si pronuncia come “flower” (io lo pronunciavo come “floor” e ho incontrato qualche problema comunicativo)!

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  2. Ma perché non hai una rubrica sul Corriere o Repubblica (online, ovviamente)? Perché non ti fanno fare l’Almanacco in tv? Wellen, io parlo di te, ma occorre fare qualcosa di più ❤

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