#81 eats, shoots & leaves

Avete presente Fun with Flags? La serie di filmati in cui Sheldon Cooper condivide la sua passione per ogni curiosità che riguarda le bandiere?

fun with flags

Ecco, io sono appassionata fino al ridicolo di tutto quello che riguarda la lingua, la grammatica, l’ortografia – e la punteggiatura.
Lynne Truss, evidentemente, ha la mia stessa passione e la mia stessa pignoleria:

… alla gente non importa nulla dei piccoli shock subìti da un pignolo sensibile. Mentre osserviamo con orrore un cartello con la punteggiatura sbagliata, il mondo continua a girare intorno a noi, cieco alle nostre sofferenze.

Lynne Truss
Lynne Truss

Lynne Truss ha scritto un libro (in italiano Virgole, per caso. Tolleranza zero per gli errori di punteggiatura) che si propone come simpatico manuale di punteggiatura. Ricco di citazioni, storielle di incomprensioni ed equivoci, aneddoti spassosi di disaccordi e litigi, discordanze persino tra diversi manuali di punteggiatura. Entusiasmante. Dice cose come: “Non sorprende che la virgola infiammi gli animi”, “I punti e virgola creano assuefazione”, e parla di “virgolofilia”, “baldanza apostrofica”, “etica del punto interrogativo”. Divertimento assicurato.

Il libro propone spiegazioni, regole e consigli, ma con una certa flessibilità e tolleranza: molto spesso la punteggiatura è questione di gusto personale. Inoltre, non si possono trascurare le trasformazioni della lingua, che sono inevitabili, anche in relazione alla diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione*. Gli stessi segni di interpunzione sono simboli tipografici convenzionali che solo in tempi molto recenti hanno assunto il significato attuale.

Provo a riassumere in questo post alcune cose che ho imparato da questo libro.

Prima di tutto, bisogna sapere che la punteggiatura ha due funzioni distinte:
come una notazione musicale, dà indicazioni (per la lettura ad alta voce) sulle pause, il ritmo, l’intonazione;
serve a spiegare la grammatica di una frase, delimita le unità sintattiche e chiarisce le loro relazioni (in questo senso, la punteggiatura è al servizio della logica e del pensiero).
Questa seconda funzione è fondamentale per la comprensione dei significati. Infatti, un diverso uso della punteggiatura può alterare profondamente il senso di un testo:

La donna, senza l’uomo, è nulla.
La donna: senza, l’uomo è nulla.

Ora vado a letto con un altro. Addio.
Ora vado a letto. Con un altro addio…

Il titolo originale del libro (Eats, shoots & leaves) deriva da una storiella a proposito di un manuale sugli animali:

Panda. Grosso mammifero bianco e nero simile a un orso, originario della Cina. Mangia germogli e foglie (Eats shoots and leaves).

Ma con una virgola inopportuna diventa “Eats, shoots and leaves” (mangia, spara e se ne va).

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Per mancanza di punteggiatura, un cartello “No dogs, please” (Niente cani, per favore) può diventare “No dogs please” (Nessun cane piace).

Enormi differenze dottrinali dipendono dal posizionamento della punteggiatura nei testi sacri.

esegesi

Questo libro mi ha insegnato cos’è la virgola oxfordiana: è quella che si mette prima di una “e”, come ad esempio “I colori della bandiera britannica sono rosso, bianco, e blu”. La virgola oxfordiana ha accaniti oppositori e altrettanto accaniti sostenitori. È soprattutto una questione di gusto personale. È consigliata per aggiungere una piccola pausa e rallentare il ritmo di una frase.

La virgola non dovrebbe essere usata subito prima di ciononostantetuttavia, inoltre, conseguentemente, comunque, e simili, quando questi sono usati come congiunzioni tra due proposizioni.
Esempi:

Sabato era il compleanno della regina, ciononostante, non ha ricevuto posta.
Jim si svegliò nel suo letto, tuttavia, si sentiva in gran forma.

Sbagliato! Il fatto è che quel ciononostante e quel tuttavia, logicamente, appartengono alla seconda proposizione. È necessario separarli dalla prima con un punto o almeno con un punto e virgola:

Sabato era il compleanno della regina; ciononostante, non ha ricevuto posta.
Jim si svegliò nel suo letto. Tuttavia, si sentiva in gran forma.

Una scoperta sconvolgente:

I greci usavano il punto e virgola per indicare una domanda (e lo fanno ancora, quei mattacchioni).

È vero: in greco antico come in greco moderno, il segno punto e virgola (;) ha il valore di un punto interrogativo.

punto e virgola

Il duttile apostrofo ha sempre svolto le sue mansioni appropriate nella nostra lingua con entusiasmo ed eleganza, ma non è mai stato preso abbastanza sul serio.

Il libro illustra in modo semplice l’uso dell’apostrofo in inglese. Anche in italiano l’apostrofo è troppo spesso aggiunto o omesso a sproposito, ma intanto può essere utile un breve ripasso di inglese. Alcune delle regole principali sull’apostrofo:
Si usa prima della “s” quando il possessore è singolare (“The boy’s hat”) o quando il possessore è plurale ma non termina non una “s” (“The children’s playground”, “The women’s movement”). Se il possessore è un plurale regolare, l’apostrofo va dopo la “s” (“The boys’ hats”).
Qui sta la differenza tra “Giant Kids’ Playground” (Gigantesca area giochi per bambini) e “Giant Kid’s Playground” (Area giochi per bambino gigante).
Clamoroso il caso del film Two Weeks Notice, nel cui titolo manca scandalosamente un apostrofo (dovrebbe essere Two Weeks’ Notice).

Buuuuuuu!
Buuuuuuu!

Nell’inglese scritto vengono spesso confusi you’re e your, we’re e were, they’re e their, there’s e theirs, who’s e whose, one’s e ones,…

La confusione fra il possessivo its (senza apostrofo) e la contrazione it’s (con apostrofo) è un segnale inequivocabile di analfabetismo e induce nel pignolo medio l’immediata reazione pavloviana “uccidi”.

Il libro si addentra anche in questioni spinose come il doppio possessivo: si dice “a friend of mine” e “a friend of yours” (non “a friend of me” o “a friend of you”), e analogamente si dice “a friend of my mother’s” e “a friend of the couple’s” (non “a friend of my mother” e “a friend of the couple”).

L’autrice riporta uno spassosissimo elenco di errori, tra cui una scritta razzista che, invece di “Niggers out” (Fuori i negri), con un apostrofo inopportuno diventa “Nigger’s out” (Il negro è uscito); e qualcuno aveva aggiunto, sotto: Ma tornerà presto.

* A proposito di nuovi mezzi di comunicazione: l’autrice fa notare che, pochi decenni fa, si temeva che la diffusione di “nuove tecnologie” come radio e televisione avrebbero finito per soppiantare la parola scritta. Il suono e l’immagine ci avrebbero fatto dimenticare la carta stampata, riportando la lingua al suo stato originario di oralità (ho letto da poco un libro di linguistica pubblicato negli anni Settanta, e dice esattamente queste cose). Negli ultimi anni, invece, l’evoluzione della tecnologia ha riportato al centro la parola scritta, a partire dagli sms e dalle e-mail, fino ai vari tipi di chat, social e simili. È vero che in queste occasioni la lingua scritta è informale, colloquiale, e spesso barbaramente maltrattata, ma almeno la nostra alfabetizzazione di base non è in pericolo. Rallegriamoci!

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16 pensieri su “#81 eats, shoots & leaves

  1. Yeeeeeeeee!
    (Rallegrata)
    Illuminante la storia del ciononostante, anche se penso di non averlo mai scritto in vita mia. Nel caso ora sarò preparata.

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  2. Concordo anche io: lettura ILLUMINANTE. A questo punto però mi sembra doveroso chiederti scusa per come maltratto la punteggiatura nel mio Spazio (Sembra incoerente dire che sono abbastanza pignola pure io, ma che mi piace creare le mie regole? OK SÌ LO SEMBRA). Fan della virgola edwardiana a rapporto (ma senza strafare).

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    1. Sono una grande ammiratrice del tuo uso creativo della punteggiatura, perché c’ha un senso, ha degli effetti espressivi che sono belli, e si vede che non sono buttati lì a caso. Se poi mi metti l’accento sul “sì” affermativo persino maiuscolo, be’, ti meriti tutta la mia stima.
      Però ti devo correggere: la virgola è “oxfordiana” (Oxford comma o Serial comma, ha anche la sua bella pagina wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Serial_comma).
      🙂

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  3. Da buon toscanaccio alfabetizzato con solide basi d’inglese, direi che sono rimasto sorpreso solo dall’interrogativa greca col punto e virgola.

    Comunque il fatto che il punto e virgola in inglese si chiami “semicolon” mi lascia indisposto tutte le volte.

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