#82 maledizione di ondina

Le ondine sono creature leggendarie presenti in varie tradizioni. Nel folklore europeo sono in genere descritte come spiriti acquatici simili a fate, o a sirene (metà donne e metà pesci), e considerate maligne o amichevoli a seconda delle leggende.

Secondo diverse tradizioni, le ondine sono prive di anima (e non possono quindi accedere al paradiso dopo la morte), ma possono ottenerne una se sposano un uomo mortale e gli dànno un figlio.

Undine del pittore inglese preraffaelita John William Waterhouse (1849-1917)
Undine del pittore inglese preraffaelita John William Waterhouse (1849-1917)

In una storia germanica, Ondina (o Ondine o Undine) è una bellissima ninfa acquatica e, come tutte le ninfe, immortale.
Si innamora di un uomo mortale, un cavaliere di nome Lawrence, e i due si sposano. Lawrence giura di amarla sempre e di restarle sempre fedele. Un anno dopo il loro matrimonio, Ondina dà alla luce un figlio. In questo modo perde la sua immortalità, e comincia a invecchiare.
Un giorno, Ondina sorprende Lawrence addormentato fra le braccia di un’altra donna. Ondina, incazzatissima, lo maledice: “Tu mi hai giurato fedeltà con ogni tuo respiro, ed io ho accettato il tuo voto. Così sia. Finché sarai sveglio, potrai avere il tuo respiro, ma dovessi mai cadere addormentato, allora esso ti sarà tolto e tu morirai!”

Secondo altre varianti, fu il Re delle Ninfe a punire l’uomo, lanciandogli la maledizione che gli fece “dimenticare” di respirare una volta addormentato.

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Questa storia ha dato il nome alla “Maledizione di Ondina”, che è la denominazione storica dell’ipoventilazione alveolare primitiva.

L’ipoventilazione alveolare primitiva, o sindrome da ipoventilazione centrale congenita (Congenital Central Hypoventilation Syndrome, CCHS), conosciuta anche come sindrome di Ondina o maledizione di Ondina (Ondine’s curse), è un raro disturbo del sonno.

La sindrome è causata dalla mutazione di un gene che colpisce la parte del sistema nervoso che è responsabile dei movimento involontari nel corpo umano, cioè quei meccanismi normalmente automatici, come appunto la respirazione, o meglio la ventilazione polmonare.
La mutazione provoca una disfunzione: il controllo vegetativo della respirazione risulta alterato o completamente assente.

Significa che, per chi ne è affetto, ogni singolo respiro dev’essere prodotto volontariamente. E non si può decidere di respirare quando si dorme: la sindrome comporta la cessazione della ventilazione durante il sonno. I malati, per sopravvivere, hanno bisogno di dispositivi di ventilazione meccanica. Questa è l’unica soluzione: attualmente non esistono vere e proprie cure per questa malattia. Senza dispositivi appositi, i pazienti morirebbero dopo essersi addormentati.

L’ipoventilazione alveolare primitiva è stata diagnosticata per la prima volta solo negli anni Settanta. In tutto il mondo ci sono circa 200 casi conosciuti. La sindrome si manifesta in genere nei primi giorni di vita.

(Ho cercato di informarmi presso fonti attentibili, come il sito dell’A.I.S.I.C.C., Associazione Italiana per la Sindrome da Ipoventilazione Centrale Congenita, ma non sono un’esperta né di leggende e mitologie, né di medicina – se ho scritto delle cazzate, ditemelo).

Undine dell’illustratore Arthur Rackham
Undine dell’illustratore Arthur Rackham

Una storia simile alla precedente, ma senza la maledizione del respiro, è narrata nel racconto Undine del 1811 di Friedrich de la Motte Fouqué, scrittore romantico tedesco (Undine e Huldbrand si innamorano, si sposano, lui la tradisce con una certa Bertalda, lei torna negli abissi marini e lui muore). Il racconto fu pubblicato in Inghilterra con le illustrazioni dell’inglese Arthur Rackham (1867-1939).

A Baden bei Wien (cittadina termale austriaca, a sud-ovest di Vienna) una fontana realizzata dallo scultore viennese Josef Valentin Kassin (1856-1931) rappresenta Undine del racconto di Fouqué.

Baden

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15 pensieri su “#82 maledizione di ondina

  1. Tu dici Ondine e io penso a questo (onde arcobaleno verso l’infinito e oltre): https://www.youtube.com/watch?v=QH2-TGUlwu4
    Poi penso alle sirene che non erano mezze pesci e al racconto della donna-foca che c’è in “Donne che corrono coi lupi”.
    Poi penso che voglio andare al mare.
    Poi mi viene un attacco di ipocondria pensando alla maledizione di Ondina.
    Poi ripenso che al mare e mi rilasso. L’acqua fa questo effetto, dìcheno 🙂

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    1. Ma quello è il video scemo che guarda la figlia del poliziotto in The Leftovers! Non sapevo esistesse nella realtà fuori dalla serie 😀 (Non sai che gioia mi hai dato, con questa scoperta) 😀
      Porca miseria, Donne che corrono coi lupi è un altro degli infiniti libri che non ho letto, e che ora finisce subito sulla mia lista dei da leggere.
      Anch’io andrei volentieri al mare…
      E per rassicurarti, se sei sopravvissuta finora, è decisamente improbabile che tu abbia la sindrome di Ondina 🙂

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