#104 andrés escobar

Il 21 maggio 1904, a Parigi, viene fondata la Fédération Internationale de Football Association, meglio conosciuta come FIFA. Nel 1930 a Montevideo, capitale dell’Uruguay, si svolge il primo Campionato mondiale di calcio (o Coppa del Mondo), la manifestazione più importante organizzata dalla federazione. Da allora il campionato si disputa ogni quattro anni (ad eccezione del 1942 e 1946 a causa della Seconda guerra mondiale).

uruguay

Estate 1994. Il quindicesimo campionato mondiale si tiene negli Stati Uniti. La nazionale ospitante viene sconfitta agli ottavi di finale dal Brasile, il quale invece prosegue trionfante fino alla finalissima.
Nel frattempo anche l’Italia è arrivata trionfante fino alla finalissima, e affronta il Brasile domenica 17 luglio 1994 al Rose Bowl, stadio di Pasadena utilizzato anche per partite di football americano e occasionalmente per concerti, ad esempio di Depeche Mode, Cure, Michael Jackson, Pink Floyd, Rolling Stones, U2. Hanno suonato lì anche i Guns N’ Roses e i Metallica durante il tour che hanno fatto insieme nel 1992 negli stadi di USA e Canada. Cambiando genere, il prossimo ottobre ci suoneranno i Coldplay.

Rose Bowl
Il Rose Bowl.

Ma non divaghiamo.
Brasile-Italia. È il 17 luglio 1994, a Pasadena, e fa caldissimo.
Entrambe le nazioni hanno già vinto tre coppe del mondo, e le due squadre sono in equilibrio, tanto che il risultato si mantiene sullo zero a zero per i tempi regolamentari e i supplementari. Si va ai rigori.
Dopo il quarto rigore il Brasile si trova in vantaggio per tre a due. Tocca all’Italia: Roberto Baggio, col suo celebre codino, tira alto e sbaglia.

Per la prima volta la vittoria del campionato mondiale viene assegnata ai rigori. Per la prima volta una nazione raggiunge la quarta coppa del mondo, e non è l’Italia.

L’Italia vince poi il suo quarto mondiale nel 2006, in Germania, ed è la seconda volta nella storia della coppa del mondo in cui il risultato viene deciso ai rigori (è la partita che tutti noi ignoranti di calcio ricordiamo esclusivamente per la testata di Zidane a Materazzi). Nel frattempo però il Brasile aveva vinto il suo quinto mondiale nell’edizione precedente, e quindi niente, rimane un passo avanti.

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Ma torniamo a quel campionato del 1994.
Come ho recentemente appreso, il campionato ha una lunga fase preliminare, le qualificazioni, in cui vengono selezionate le squadre che si giocheranno la coppa del mondo nella fase finale, che è a sua volta composta dalla prima fase dei gironi e dalla seconda fase a eliminazione diretta.
Ai gironi di quel campionato del 1994 tra le squadre che sembravano promettenti c’era la Colombia. E invece inizia malissimo, perdendo con la Romania. La partita successiva la gioca il 22 giugno contro i padroni di casa, nello stesso Rose Bowl di Pasadena dove si giocherà la finale.
Al 34’ del primo tempo lo statunitense John Harkes tira, il portiere colombiano avanza per intervenire, arriva Andrés Escobar in scivolata e, accidentalmente, fa finire il pallone in rete. Nella sua rete. Autogol. Più avanti ognuna delle due squadre segna un gol, ma l’autorete di Escobar determina la vittoria degli Stati Uniti, e la Colombia se ne torna inaspettatamente a casa senza arrivare neanche agli ottavi di finale.

Andrés Escobar Saldarriaga, ventisettenne, era difensore del Nacional di Medellín e della Nazionale colombiana. Più precisamente, era il terzino destro e giocava con la maglia numero 2. Scopro ora che il terzino, nel calcio, è un difensore laterale (per la rubrica “I misteri del lessico calcistico”). Lo chiamavano “El Caballero del Fútbol”. Nato e morto a Medellín. Era fidanzato da cinque anni con la dentista Pamela Cascardo, coi cui avrebbe dovuto sposarsi pochi mesi dopo.

colombia

Alle tre di mattina del 2 luglio 1994, pochi giorni dopo il rientro il patria, Andrés Escobar viene assassinato con sei colpi di pistola nel parcheggio di un bar di Medellín (altre fonti parlano di dodici colpi di mitragliatrice). Gli spari esplodono, pare, dopo una violenta discussione tra il calciatore e alcuni uomini che lo incolpano dell’eliminazione della Colombia dal mondiale. L’esecutore, Humberto Muñoz Castro, viene arrestato la sera successiva e confessa. Doveva essere parecchio amareggiato per l’autogol.

Humberto Muñoz Castro
Humberto Muñoz Castro

Ma c’è da dire che Muñoz lavorava per Pedro David e Juan Santiago Gallón Henao, “imprenditori” del narcotraffico. In tanti sostengono che l’omicidio sia in realtà legato al giro di scommesse clandestine in cui erano coinvolti i vari cartelli della droga colombiani, estremamente potenti e alquanto spregiudicati in fatto di omicidi. I fratelli Gallón Henao avevano forse scommesso sulla qualificazione agli ottavi della Colombia e subìto grandi perdite a causa dell’autogol di Escobar. Comunque, Humberto Muñoz Castro viene inizialmente condannato a 43 anni di carcere e poi rimesso in libertà nel 2005 dopo 11 anni. I Gallón Henao ricevono una condanna di quindici mesi ed escono dopo poche settimane.

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Escobar è un cognome parecchio diffuso in Colombia, e il calciatore Andrés lo condivide col celebre narcotrafficante Pablo (Pablo Emilio Escobar Gaviria), pur non essendo imparentati neanche alla lontana. Re della cocaina, criminale più ricco della storia, mandante di un’assurda moltitudine di omicidi, protagonista della serie tv Netflix Narcos, Pablo Escobar è morto sette mesi prima di Andrés Escobar, e si dice che se il narcotrafficante fosse stato ancora vivo, il calciatore non sarebbe mai stato ucciso. Perché Pablo Escobar era un grande tifoso dell’Atletico Nacional di Medellin in cui giocava Andrés Escobar, e lo aveva finanziato con ingenti donazioni di denaro ed equipaggiamenti. Sosteneva anche altre squadre locali, e fece costruire stadi. Era una strategia perfetta per ottenere consenso popolare e riciclare colossali quantità di denaro.

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Pablo Escobar

Nonostante sia stato uno dei criminali più sanguinari di sempre, Pablo Escobar era venerato da una buona parte del popolo colombiano. Anche perché la percezione comune era che il suo unico crimine fosse vendere cocaina agli americani, i gringos già di per sé non molto amati in Sudamerica, che peraltro chiedevano e pagavano quella droga. In questo senso Pablo Escobar appariva come un commerciante onesto, che dava lavoro a tanta povera gente in Colombia e che inoltre si impegnava altruisticamente in beneficienza. Le brutali uccisioni di criminali rivali, poliziotti e politici onesti, e di innumerevoli innocenti, tendevano a passare inosservate ai colombiani così come ai consumatori di coca americani. Tutto questo è descritto molto bene nella già nominata serie tv Narcos e in documentari come Los Tiempos de Pablo Escobar (entrambi disponibili su Netflix).

 

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3 pensieri su “#104 andrés escobar

  1. Dunque, con colpevole ritardo ho letto l’articolo. E adesso snocciolo un po’ di informazioni extra 😛
    1. Nel frattempo anche la Germania ha raggiunto la quota 4 mondiali
    2. C’era una regola nei mondiali di calcio, legata alla coppa (inteso come trofeo fisico che viene vinto): la prima squadra che vince tre mondiali con lo stesso trofeo, lo tiene per sempre (e il trofeo viene cambiato).
    È il caso del Brasile che con le sue prime tre vittorie dei mondiali si è tenuto la coppa Rimet, sostituita poi dalla coppa del Mondo (trofeo attuale).
    2a. La coppa Rimet è stata rubata e mai più rinvenuta
    2b. Il regolamento è stato cambiato e adesso non c’è più la regola del ‘dopo 3 vittorie ti tieni il trofeo’
    3. Venendo a Escobar Pablo, invece, una cosa che non viene mai menzionata nella serie tv è che aveva un sacco di fratelli – anzi sembra quasi ‘figlio unico’, visto l’atteggiamento della madre

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