citazioni accidentali #16: sentinella

Quella di oggi è una citazione lunga, ovvero un intero (ma brevissimo!) racconto: Sentinella (Sentry) di Fredric Brown, del 1954.
La foto qui sopra, che in realtà non c’entra per niente, ritrae dei Marines americani durante la guerra di Corea (1950-1953).
Si discuterà di racconto e autore nel prossimo post. Stay tuned!

Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da casa.
Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità, doppia di quella cui era abituato, faceva d’ogni movimento un’agonia di fatica.
Ma dopo decine di migliaia d’anni quest’angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arrivava al dunque, toccava ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finché non ce lo avevano sbarcato. E adesso era suolo sacro perché c’era arrivato anche il nemico. Il nemico, l’unica altra razza intelligente della Galassia… crudeli, schifosi, ripugnanti mostri.
Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della Galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata la guerra, subito. Quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica.
E adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie.
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo, e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano d’infiltrarsi e ogni avamposto era vitale.
Stava all’erta, il fucile pronto. Lontano cinquantamila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l’avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco.
Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più.
Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, col passare del tempo, s’erano abituati, non ci facevano più caso, ma lui no. Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, la pelle d’un bianco nauseante, e senza squame.

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7 pensieri su “citazioni accidentali #16: sentinella

  1. Ho avuto la fortuna di leggere questo racconto quando ero alle medie. Mi colpì moltissimo e credo mi abbia fatto diventare una persona migliore – o almeno più cauta nel giudicare.

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    1. Penso che questo (la cautela nel giudicare, il prendere in considerazione prospettive anche radicalmente diverse dalla propria) possa essere l’insegnamento della migliore fantascienza. Ed è uno dei motivi per cui mi dispiace aver scoperto la fantascienza soltanto molto oltre i vent’anni. Invidio la tua fortuna!
      Grazie per il commento 🙂

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  2. sono piuttosto affezionato a questo breve racconto. mi fu regalato dal mio babbo quando facevo le elementari: una fotocopia, mi ricordo, che da tanto era sgranata sembrava da ciclostile. è stata una delle poche citazioni lunghe che ha tappezzato le pareti della mia cameretta in tempi adolescenziali (e anche post-, direi, fino a quando uscii di casa…).

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