#107 susanna e i vecchioni

Susanna è una giovane donna, straordinariamente bella e molto religiosa, sposata con Ioakìm.
Due anziani signori, molto rispettati nel paese, che frequentano abitualmente la casa di Ioakìm e vedono spesso Susanna mentre passeggia nell’ampio giardino dell’abitazione, sono entrambi attratti dalla sua bellezza e coltivano fantasie lussuriose su di lei: all’inizio nessuno dei due osa confessare all’amico questa folle passione, ma poi ne parlano e diventano complici. In una calda giornata estiva si appostano, nascosti, nel giardino e la spiano. Appena Susanna rimane sola, i due arrapati corrono da lei e le propongono di abbandonarsi con loro ad attività erotiche e licenziose. La minacciano, nel caso si rifiutasse, di raccontare pubblicamente di averla vista mentre svolgeva attività di quel tipo con un giovane amante. La pia e casta Susanna è disperata ma non cede ai due vecchi porci, che mettono subito in atto la minaccia.
Tutti stentano a crederci, perché Susanna è una brava ragazza, ma siccome siamo nella Babilonia del VI secolo a.C., un’accusa di adulterio è piuttosto grave e si finisce in tribunale. Gli anziani vengono creduti, e Susanna è condannata a morte. Allora si rivolge a dio, il quale ovviamente ha visto tutto e sa la verità.
A questo punto si fa avanti Daniele, che è praticamente un ragazzino dotato di capacità profetiche. Daniele parla al popolo: «Siete così stolti…? … Tornate al tribunale, perché costoro hanno deposto il falso contro di lei». Il popolo gli crede sulla parola. Dopo un interrogatorio più accurato, e vagamente intimidatorio («la tua menzogna ti ricadrà sulla testa! Ecco l’angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano per spaccarti in due e così farti morire!»), la verità salta fuori e i due vecchi dissoluti vengono condannati a morte e dunque uccisi. Il racconto si conclude in un’atmosfera di gioia, riconciliazioni e festeggiamenti, con il commento “In quel giorno fu salvato il sangue innocente”.

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Susanna e i vecchioni (1649-1650) di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino (1591-1666).

Il racconto si trova nell’Antico Testamento, al capitolo 13 del Libro di Daniele (da alcuni considerato apocrifo o deuterocanonico).
Il “lieto fine” (l’esecuzione di due esseri umani non mi sembra comunque lietissima) manda un messaggio molto chiaro: la virtù viene sempre ricompensata mentre il peccato viene sempre punito, e anche se il sistema della giustizia umana può commettere errori, alla fine prevale sempre la giustizia divina che per definizione non sbaglia un colpo. Più in generale, la storia simboleggia la salvezza finale dei veri credenti.

manoscritto bizantino
L’episodio rappresentato in un manoscritto bizantino.

La storia di Susanna (o Shoshana, in ebraico) ha nei secoli stimolato la fantasia degli artisti, che l’hanno rielaborata in poesie, opere musicali, dipinti. In particolare, decine di pittori hanno scelto di raffigurare il momento in cui i due zozzoni sorprendono Susanna da sola. Ho dimenticato di specificare che la virtuosa Susanna, credendosi sola nel giardino, si stava facendo il bagno, ed era nuda. I pittori colgono dunque l’occasione di rappresentare la virtù che non cede alle tentazioni ma anche un nudo femminile (circondato da due vecchi bavosi). Il titolo tradizionale di questo tema iconografico è Susanna e i vecchioni (Susanna and the Elders).

Jan Matsys Massys 1510–1575
Susanna e i vecchioni del fiammingo (credo) Jan Matsys (1510–1575).

L’entusiasmante differenza tra diffamazione e calunnia

Se fosse accaduto nella nostra attuale società, l’episodio di Susanna sarebbe un esempio di diffamazione: i vecchioni hanno comunicato a più persone una diceria che ha offeso la reputazione di Susanna (oggi, da noi, tradire il marito non è una cosa carina, ma non è un reato). Siccome invece in quel contesto l’adulterio era un crimine, punibile addirittura con la pena di morte, gli anziani hanno commesso una calunnia: sapendo che Susanna era innocente, l’hanno incolpata falsamente di un reato.
(Ringraziamo la mia mamma per la spiegazione).

Sexual harassment nell’Antico Testamento

Il comportamento dei vecchioni è, soprattutto, un esempio di sexual harassment.

Sexual harassment is bullying or coercion of a sexual nature, or the unwelcome or inappropriate promise of rewards in exchange for sexual favors.

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Sexual Harassment Panda, da South Park.

Ho trovato un articolo che oltre a raccontare e ad approfondire il racconto di Susanna, le origini del suo testo e le opere derivate, mette in dubbio la celebre “castità” di Susanna, chiedendosi: ma Susanna, non si era accorta che quei due bavosi la guardavano sempre? Con questo suo passeggiare quotidianamente in giardino, non è che faceva un po’ la civetta? E poi, non gliel’ha data perché è fedele al marito oppure perché erano due vecchi schifosi? Se si fosse trattato di un avvenente giovanotto, ci sarebbe stata?
Che è un po’ come quando si dice di una vittima di stupro: se indossava una minigonna ed era molto truccata, e magari gli ha pure sorriso, avrebbe dovuto aspettarselo, se l’è cercata, e in fondo era quello che voleva (che è una forma di victim blaming).

Victim blaming occurs when the victim of a crime or any wrongful act is held entirely or partially responsible for the harm that befell them.

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Ma non divaghiamo.

 

manoscritto medievale
La pudica Susanna si copre il décolleté mentre i due anziani cercano di convincerla gesticolando, in un manoscritto medievale.

La storia di Susanna è un tema iconografico ricorrente a partire dall’epoca delle catacombe. Riporto solo alcune opere.

Il Tintoretto ha dipinto una formosa Susanna, spiata dai due vecchi nascosti dietro una siepe in arditissimo scorcio prospettico.

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Susanna e i vecchioni (1557) di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto (1519-1594).

Artemisia Gentileschi ha rappresentato l’episodio in almeno tre dipinti (del 1610, 1611, e 1649).

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Susanna e i vecchioni (1610) di Artemisia Gentileschi (1593-1653).

Hayez si è lasciato prendere dal nudo e si è dimenticato i vecchioni.

Susanna at her Bath by Francesco Hayez 1850
Susanna al bagno (1850) di Francesco Hayez (1791-1882).

L’americano Thomas Hart Benton ha dipinto una moderna Susanna nel 1938, che scandalosamente mette in mostra i peli pubici (nell’arte più tradizionale i peli pubici non esistono: pensate alla Nascita di Venere di Botticelli, o alla Creazione di Adamo di Michelangelo. Che io sappia, non ci sono eccezioni. Qualcuno sa trovare un pube peloso nell’arte prima dell’Ottocento?).

Thomas Hart Benton
Susanna e i vecchioni (1938) di Thomas Hart Benton (1889–1975).

Persino Picasso ha affrontato il tema di Susanna, con il proprio stile.

Picasso susanna and the elders
Susanna e i vecchioni (1955) di Pablo Picasso (1881-1973).
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6 pensieri riguardo “#107 susanna e i vecchioni

    1. Sì vabbè io ho letto questo commento solo adesso. La tempistica non è il mio forte. Comunque stavo pensando, a proposito di tempi lunghi, che un testo qualsiasi di oggi, tipo le opere di Fabio Volo, per dire, magari le ritroveranno tra duemila anni e diranno “Sono testi di duemila anni fa! Esprimono la saggezza degli antichi! Sono sacri!” … Sarebbe molto divertente XD

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